Due protezioni, perché gli imprevisti sono due
La convenzione ADOI mette insieme due coperture che rispondono a due domande diverse.
La RC Professionale risponde quando è un paziente a chiedere un risarcimento a te: paga al posto tuo.
La Tutela Legale risponde quando sei tu ad avere bisogno di un avvocato: paga la tua difesa. Sono complementari. Una protegge il patrimonio, l'altra il tempo e la lucidità con cui continui a lavorare.
Perché è costruita sulla dermatologia, non su «il medico»
Una polizza generica per medici copre il medico medio. Che non esiste. La tua giornata ha rischi che un cardiologo non ha:
— Dermatologia estetica: coperta. È l'area dove il contenzioso cresce più in fretta, perché il paziente non misura la guarigione, misura il risultato, misura spesso una percezione o una aspettativa.
— Medicinali off-label: coperti. Usarli è prassi clinica; spiegarlo in tribunale è un'altra cosa.
— Privacy dei pazienti: coperta. Fotografie cliniche, cartelle, archivi digitali: un dato che esce è un danno risarcibile.
— Colpa grave: inclusa. Vale se sei dipendente pubblico del SSN, dipendente di struttura privata o libero professionista che opera in struttura senza contratto diretto con il paziente.
— Retroattività 10 anni: sei coperto anche per comportamenti tenuti fino a dieci anni prima dell'adesione. Perché la richiesta di risarcimento arriva sempre dopo — spesso molto dopo.
A cosa serve
La RC Professionale ti tiene indenne quando, esercitando la dermatologia, causi involontariamente un danno a un paziente o a un terzo. In pratica: se ti viene chiesto un risarcimento per il tuo lavoro, è questa copertura a rispondere al posto tuo. Vale in Unione Europea, Città del Vaticano e Repubblica di San Marino.
A chi è rivolta
Cosa copre
Massimali, decorrenza, obblighi
La Tutela Legale interviene quando sei tu ad aver bisogno di un avvocato per difenderti. Copre le spese legali per affrontare procedimenti e controversie legati alla tua professione, così che una vicenda giudiziaria non pesi sul tuo tempo e sulle tue finanze.
«Tanto risponde la struttura»: cosa dice davvero la legge Gelli-Bianco
È la frase che si sente in ogni corridoio di reparto. Ed è vera per metà. La metà che manca è quella che ti riguarda.
La Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) ha stabilito che verso il paziente risponde la struttura sanitaria. Fin qui la frase regge. Poi la legge prosegue: una volta che la struttura ha risarcito il paziente, può rivalersi su di te — e lo fa quando c'è dolo o colpa grave. Se sei dipendente pubblico, sulla stessa vicenda può aprirsi il giudizio della Corte dei conti.
In sintesi, la Gelli-Bianco non ti mette al riparo. Ti mette in seconda fila. E la seconda fila, prima o poi, viene chiamata.
I quattro punti che contano per te
— Art. 7 — Verso il paziente la struttura risponde a titolo contrattuale; tu, come esercente dipendente, rispondi a titolo extracontrattuale.
— Art. 9 — La struttura può esercitare l'azione di rivalsa nei tuoi confronti solo per dolo o colpa grave, entro un anno dal pagamento del risarcimento.
— Art. 9 — Se sei dipendente pubblico o di struttura privata, la rivalsa e la responsabilità amministrativa hanno un tetto: non oltre il triplo del tuo reddito annuo lordo.
— Art. 10, comma 3 — Chi esercita la professione sanitaria in una struttura, a qualunque titolo, deve stipulare a proprie spese un'adeguata polizza per la colpa grave.
L'ultimo punto merita di essere riletto. Assicurarti per la colpa grave non è una scelta prudente: è un obbligo che la legge mette in capo a te, e a tue spese. La convenzione ADOI nasce per assolverlo senza che tu debba costruirti la copertura da solo — con il massimale, la retroattività e le estensioni già negoziate per la dermatologia.